tecniche di impianto

per l'impostazione di un ottimo vigneto

tecniche di impianto barbatelle

Come si realizza un vigneto? Sono pochi i punti, ma fondamentali per la realizzazione di un ottimo impianto: dalla scelta del sito, tenendo conto delle caratteristiche del terreno, fino alla messa a dimora delle barbatelle, attraverso la sistemazione e lo smaltimento idrico, la concimazione di fondo, lavorazioni e squadro del terreno e la messa a dimora.


Smaltimento idrico


La prima operazione fondamentale, per garantire un ottimo smaltimento delle acque superficiali, è il livellamento del terreno.
Questa operazione è molto importante per gli ambienti collinari in quanto non solo permette l’accesso in sicurezza dei mezzi da lavoro, ma in materia di tutela ambientale, limita l’erosione dovuta al ruscellamento delle acque e le frane dovute a fenomeni di ristagno.
In pianura invece i campi devono essere opportunamente baulati e avere scoline, o fossati, che consentono un veloce smaltimento dell’acqua piovana.
Oltre al livellamento del terreno si ricorre alla messa in posa di un drenaggio sottosuperficiale.
Nei siti collinari è finalizzata principalmente all’eliminazione delle situazioni di ristagno sottosuperficiali che sono alla base degli smottamenti, quindi viene steso un tubo in pvc corrugato e finestrato in un fossato profondo, successivamente ricoperto da ciottoli di grosso diametro sul quale viene steso un nastro geotessile prima di richiudere con terra.
In pianura, invece, il drenaggio sottosuperficiale, tiene conto della pendenza, della lunghezza dei campi e del livello dell’acqua nei capofossi.


Concimazione di fondo e sistemazione terreno

Per concimazione di fondo viene utilizzato del letame bovino maturo.
Questo apporto di sostanze organiche è fondamentale e svolge importanti funzioni tra le quali:

  • sviluppare l’apparato radicale delle giovani barbatelle, che non saranno più direttamente raggiungibili una volta eseguito l’impianto,
  • migliorare la struttura del terreno,
  • aumentare l’aerazione e la capacità di ritenzione idrica grazie alla riserva di micro e macro elementi,
  • migliorare l’assorbimento di elementi minerali.

È necessario eseguire delle analisi chimico-fisiche per apportare il giusto quantitativo di elementi minerali.

Dopo la concimazione il terreno andrà smosso, si susseguiranno la ripuntatura del terreno in profondità e un’ aratura superficiale, entrambe eseguite quando il terreno è in tempera.
Prima di procedere alla messa a dimora delle barbatelle sarà necessario affinare e sminuzzare il terreno superficiale eseguendo due erpicature, così da facilitare l’aderimento e l’attecchimento dell’apparato radicale delle giovani barbatelle.

 

Squadro e messa a dimora

Lo squadro del futuro vigneto può essere realizzato usando diversi sistemi: dal vecchio teorema di Pitagora, allo squadro agrimensorio, all’uso di sistemi topografici ed ai moderni sistemi gps integrati che danno la possibilità di rilevare l’appezzamento e realizzare il progetto d’impianto tramite l’utilizzo del computer.

La messa a dimora può avvenire tramite sistemi manuali o meccanici.
Per piccoli appezzamenti il trapianto delle barbatelle viene effettuato manualmente, ed il sistema più diffuso e più vantaggioso è l’uso della forchetta.
Per quanto riguarda il trapianto meccanico è stato introdotto per abbattere i costi della manodopera ottenendo comunque buoni risultati di attecchimento e sviluppo delle giovani barbatelle. Oggi nelle tradizionali macchine sono integrati sistemi di gps così da rendere il trapianto estremamente preciso e allineato.


Conservazione della barbatella: dal vivaio al trapianto

È molto importante che l’impegno che poniamo nella cura dei vivai e nella conservazione delle viti non sia poi vanificato dal viticoltore.
Forniamo barbatelle paraffinate e confezionate in scatole di cartone specifiche, idonee alla conservazione.
Gli imballi vanno conservati in locali freschi, con temperatura inferiore agli 8° C, e non vanno aperti fino al momento dell’impianto.
Prima dell’impianto, le Barbatelle vanno immerse in acqua per almeno 10 ore, per permettere la reidratazione dei tessuti dopo il periodo di conservazione.
Se il metodo di impianto lo consente, lasciate le radici lunghe 8/10 centimetri e il punto di innesto di almeno 5 centimetri sopra il livello del terreno, evitando così fenomeni di asfissia radicale.
È necessario poi comprimere bene il terreno intorno alle radici per non permettere che si asciughino.
Se la temperatura è molto alta o la stagione è molto ventosa le barbatelle vanno annaffiate abbondantemente.
Particolare attenzione deve essere posta al controllo dei primi germogli che sono facilmente attaccati da acari e tripidi, qualora ciò si verifichi, è necessario un tempestivo trattamento; si raccomanda di contattare i nostri vivai per qualsiasi chiarimento.

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